Jan 5, 2014

Il passato non esiste

Il passato non esiste. Non esiste nemmeno il futuro. Sono entrambi invenzioni create dalla mente umana per catalogare eventi che vorremo presenti ma che irrimediabilmente non esistono. Eppure condizionano le nostre vite. Viviamo paradossalmente più nel passato e nel futuro che nel presente, in pratica non viviamo.
Mi sono reso conto da qualche mese che benché sia riuscito ad estraniarmi dal futuro non riesco a staccarmi dal passato. Comportamenti sbagliati, frasi non dette, attenzioni negate. Troppo spesso mi sono ritrovato a desiderare di tornare indietro per correggere certe cose, non per migliorare il mio presente ma per migliorare il mio passato. Che non esiste. La logica mi avverte che è una cosa stupida, completamente inutile, ma continuo a non accettare alcuni eventi passati, che con la mia vita presente non hanno nulla a che fare o che comunque contano poco. Folle.

Non mi sono mai fidato delle parole. Forse è per questo che non so scrivere bene come uno scrittore, ma le trovo inutili. Sono, a mio parere, troppo poche e con un significato troppo ristretto per esprimere un concetto qualsiasi.
L'utilizzo di parole straniere aiuta molto, ma sono per lo più sconosciute. Come 改善 (kaizen), che esprime il pensiero di un progressivo e lento miglioramento continuo. Come lo si può definire se non con "kaizen"? Inoltre vi sono concetti che per loro natura sono indefinibili in qualsiasi lingua, ad esempio i sentimenti. Come si può definire l'odio? Qual'è il confine tra affetto e amore o addirittura tra odio e amore? Come potrei farlo capire a qualcuno se non facendoglielo provare di persona?

Per me che amo ottimizzare qualsiasi cosa non riesco a vedere nelle parole un futuro roseo. Sono stagnanti. In evoluzione, sì, ma non in rivoluzione. E mentre aspetto che qualche vulcaniano ci insegni a trasferire pensieri ed emozioni con l'imposizione delle dita non posso fare altro che continuare a pensare che "ti amo" e "banana" abbiano lo stesso significato.

Sep 24, 2013

Random

Ho una gran voglia di scrivere, ma non ho nulla di cui scrivere. Generalmente non riuscirei ad immaginare scenario migliore per non farlo ma oggi infrangerò questa mia politica.
Ho poco da dire, anche se tante emozioni e pensieri da condividere. Sono sentimenti che però non hanno parola e, oltre a viverli, non hanno altri utilizzi. Non saprei nemmeno dargli un nome, ma sono belli. Questo lo so.

Questa è la mia rinascita. Dicono che non c’è esperienza più bella di morire senza morire, per rinascere nuovo. Io sono morto. Ora sento di essere davvero diverso, con un futuro diverso che non mi interessa e senza un vero passato. Il mio passato non è mio, è di un’altra persona. Forse dovrei cambiare nome. Ma in realtà chi sono io? Non lo so, non mi interessa. Io sono Io. Sono solo Io. So di avere delle missioni, degli obiettivi, in tantissimi campi diversi, personali e lavorativi. So chi voglio diventare ma non ho fretta. Quello che sarò lo sono già ora e lo ero anche ieri. So cosa voglio e so che lo otterrò, perché se anche non lo otterrò so che qualcosa di guadagnato ce l’avrò sempre. Che bella la vita. Nulla si perde mai, si prende e basta. L’esperienza, la conoscenza. Sono i beni più cari, forse gli unici. Voglio combattere contro il fantasma del mio passato. So già di vincere ma lo voglio proprio distruggere, umiliare.

Ma questi pensieri random non interessano a nessuno, se non per vedere a cosa pensa un uomo morto. E rinato.

Sep 14, 2013

Il piacere del dare

Nella società odierna c’è una perpetua forza che ci induce ad avere. Vogliamo avere tutto, vogliamo una buona istruzione, un buon cellulare, una buona macchina, una bella casa e quando li abbiamo ne vogliamo di nuovi, più belli, più costosi. Inseguiamo qualcosa che non riusciremo mai a raggiungere. Inseguiamo la felicità.

Il motivo per cui non la raggiungeremo mai è più semplice che mai: sbagliamo strada. Il segreto non è avere, non è collezionare ma è dare.
Oggi ho passato una giornata sfiancante. Un mio amico mi ha chiesto un aiuto per cucinare un’ottima cena alla sua ragazza e io mi sono offerto ben volentieri. Abbiamo preparato tagliatelle fatte in casa al ragù fatto in casa, gulasch e crema di mascarpone. In tutto ci abbiamo messo circa 8 ore, fino a che, mentre lavava i bicchieri, uno si è rotto e gli ha causato un taglio di 5cm molto profondo all’indice destro. Subito l’ho medicato come meglio potevo con una garza medica ma, essendo inutile, l’ho portato dritto al pronto soccorso. Ho aspettato con lui che lo portassero dentro e ho aspettato che uscisse. Una volta fatto l’ho riaccompagnato a casa e l’ho aiutato a scrivere, a vestirsi e a finire i preparativi per la cena. Infine sono tornato al pronto soccorso per recuperare l’orologio che si era scordato.
Lui non mi ha dato niente, se non 8 anni di amicizia e un abbraccio. E tanti “Grazie”. Mentre tornavo a casa ero sinceramente sfinito ma felice. Di quella felicità interiore che non riesci ad esprimere. Sto bene, la vita è leggera e io sono felice. Una sensazione meravigliosa, meritata soltanto per aver dato.

Chi lo dice che una casa bella deve essere grande, costosa e piena di cose preziose? Chi lo dice che la macchina migliore è la più veloce e la più comoda? Ci servono davvero queste cose? Non ci basta una piccola casa in affitto con pochi mobili? Non ci basta la gioia di camminare o di andare in bicicletta? Tutta questa roba ci soffoca. Soffoca la nostra felicità. Liberiamocene, diamo. Non con il fine di una ricompensa ma solo per il piacere di dare. Così si raggiungerà la vera felicità.

Aug 23, 2013

Sulla retta via

Pochi giorni fa ho parlato di una mia esperienza. Per è stata come compiere un lungo viaggio, fare scelte difficili, modellare il mio itinerario, sopravvivere. Lo è tutt’ora. Ma un mio caro amico questo viaggio ha deciso di farlo davvero. È partito da Pavia ed è arrivato fino in toscana. A piedi. Da solo.

Mi sono preso l’essenziale, mi sono studiato il percorso e sono partito. Il 7 agosto, alle ore 5.59, ero in cammino, diretto alla tanto miticizzata Toscana. Così il mio viaggio comincia, da Groppello Cairoli (in provincia di Pavia, a 30km da Milano), e come tutti gli altri, con il primo passo.

Continua…

Aug 17, 2013

Qui, ora

Non mi piace parlare troppo di me stesso su questo blog, preferisco scrivere le mie riflessioni e i miei pensieri, ma sto passando una frase significativa della mia vita e volevo condividere ciò che sto provando.

Per varie ragioni, negli ultimi giorni, ho dovuto fare una scelta critica e ho deciso di sacrificare tutto, tutto ciò che era veramente importante. Ho distrutto tutto, ho abbandonato tutti. Ma dovevo farlo nel nome della mia vita. E ora mi ritrovo qui, nel Presente. La mia mente nei momenti di pausa cerca di scappare al Passato e mi violenta di ricordi, rimorsi, sensi di colpa. Io cerco di fuggire, di puntare al Futuro, ma questo mi pare completamente offuscato. Non riesco a pensare al me stesso più avanti di qualche ora. Per questo mi sento totalmente immerso nel Presente. Non ad uno stato conscio, ma in uno strato molto più profondo del mio Io.

Ho preso questa decisione perché stavo sprecando la mia vita. L'ultimo anno (e anche più) l'ho completamente perso, come se non l'avessi mai vissuto. E ora mi sto davvero assaporando ogni minuto della mia vita. Ho perso tutto e non riesco a vedere ad altro, ma forse qualcosa l'ho trovato.

Aug 14, 2013

Karma

Sto leggendo il capolavoro di James Clavell, Shōgun. È un romanzo davvero bellissimo e per me, amante della cultura Giapponese, è già un must-read.
Dalla prima metà del libro ho iniziato a comprendere e a riflettere davvero tanto sulle abitudini nipponiche, sulla loro storia, sui loro usi e costumi ma in questo momento della mia lettura, James mi ha fatto capire davvero il significato di Karma.
Il Karma, in occidente, è visto come un’idea che sei buono in questa vita avrai una reincarnazione migliore. Non è propriamente così, cercherò di spiegarlo meglio.

Il Karma è il destino, il fato, ed è influenzato dalle azioni compiute nella vita precedente. Ma non è visto nel modo occidentale, simile a paradiso o inferno, anche perché in Giappone non c’è una cultura del futuro. Anche nella grammatica, infatti, il tempo verbale futuro non esiste, esiste solo presente o passato. Quando si parla di Karma, quindi, si intende che quella determinata situazione o fatto è accaduto perché doveva accadere, perché nella vita precedente avrai compiuto un’azione negativa che si ripercuote nel presente. Se perdi il portafoglio è il Karma, non puoi farci niente. Se muore un tuo caro era il suo Karma. È inutile angustiarsi inutilmente. Ed è inutile anche angustiarsi su fatti sciocchi, perché in qualsiasi momento potresti essere tra la vita e la morte se il Karma lo vorrà, e allora che senso avrà avuto arrabbiarsi o star male per quella sciocchezza?

In definitiva se una cosa deve accadere accadrà, che tu lo voglia o no, quindi è meglio utilizzare le proprie forze per risolvere ai danni piuttosto che a rimpiangersi sopra e maledirsi per l’eternità.

Jul 28, 2013

Siddharta

Ho appena finito uno di quei libri che se non ti cambiano la vita ci vanno molto vicini. Come ha scritto Jacopo Ranzani — che ringrazierò a vita per avermelo consigliato — nella sua recensione su Goodread "questo non è un libro, ma un'esperienza".

Si tratta di Siddharta, di Hermann Hesse. Molte cose mi ha insegnato. Principalmente mi ha insegnato a vedere il mondo in modo diverso. Già tempo fa scrissi come il mio bonsai mi insegna qualcosa ogni giorno e questo libro mi ha confermato che ciò che insegna è la pura verità, la Perfezione, l'Om. Osservando un albero, giorno dopo giorno, si può comprendere il vero significato di pazienza. Puoi potargli tutti i rami, puoi sradicarlo, puoi ostacolarlo in tutti i modi ma col tempo, inevitabilmente, riprenderà la propria vita. Crescerà, cercherà sempre di raggiungere il cielo. Perché è paziente, non ha fretta e lentamente raggiunge tutti i suoi scopi. E se muore, lentamente, diventa terra e da quella terra nascerà una pianta che, lentamente, diventerà un altro albero.
Ugualmente il fiume insegna la tenacia. Puoi cercare in tutti i modi di fermarlo creando dighe o deviazioni ma sempre troverà la strada per il mare. E se non la trova la crea.

Infine, un'altra cosa che mi ha insegnato questo libro, è che il molle è sempre più forte del duro. Così come l'acqua è più forte della pietra, l'amore è più forte dell'odio. Sembra banale e scontato ma è sempre così. Perché questa è la verità del mondo.

Jul 17, 2013

NERD Magazine

NERD Magazine

È da tanto che non scrivo, o meglio, è da tanto che non pubblico. Scrivo abbastanza in verità, ma quando arrivo a metà rileggo tutto e mi accorgo che fa schifo. E butto via.
Ma io non sono uno scrittore o un giornalista, quindi non mi preoccupo, anzi, vuol dire che sto migliorando.

C’è, però, chi scrive per mestiere e ha voluto iniziare un grosso progetto con le sue sole forze. Ha messo sù un team, ha cercato fondi, ha fondato l’attività ed è partito. Parlo di Domenico Naso che recentemente (ok, è passato quasi un mese, arrivo in ritardo) ha lanciato NERD Magazine.

Io personalmente mi sono occupato del logo, dell’impaginazione del magazine e di altre piccole cose. È stato divertente. Avevo carta bianca ed ero in una fase di buona creatività e mi sono sbizzarrito. Ho anche lasciato da parte il mio stile minimal — anche se si possono notare alcuni dei miei tratti distintivi.

Dategli un’occhiata. Merita.