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La storia di Mameo

Prima di diventare il protagonista di un libro, Mameo era un piccolo gatto arrivato in giardino quasi per caso.

Ci sono incontri che non programmiamo.
Arrivano all’improvviso, fanno un po’ di confusione nelle nostre giornate e, senza che ce ne accorgiamo, finiscono per cambiarle.
La storia di Mameo è cominciata proprio così.

Un giorno è arrivato lui

Era l’inizio di giugno quando un gatto tigrato marrone, un maschio che conoscevo già di vista, arrivò portando con sé un piccolo gattino tigrato.
Mi guardò fisso negli occhi, come se volesse dirmi:
«Ti affido il mio piccolo, prenditi cura di lui.»
Poi mosse appena la coda, lasciò lì il gattino e se ne andò.
Eh?
Io ero ancora lì a cercare di capire cosa fosse appena successo, quando il piccolo cominciò a miagolare a gran voce.
A quel punto arrivarono anche i gatti che vivevano già con noi, incuriositi da tutto quel trambusto.
Poco dopo arrivò l’ora della pappa e il piccolo tigrato cominciò a miagolare ancora più forte, reclamando la sua parte.
Così gli diedi da mangiare.

Beh… cominciavo a pensare che ci fosse qualcosa di strano

E la mattina dopo…

La mattina dopo, il piccolo tigrato era già lì, bello vispo, ad aspettare la colazione.
E indovinate chi arrivò?
Anche il papà tigrato, quello che il giorno prima se n’era andato tranquillamente, tornò a farsi vedere.
Sembrava quasi essere venuto a controllare che il suo piccolo avesse ricevuto la pappa.
A quel punto avrei quasi voluto dirgli:«Guardi che gli sto dando da mangiare, eh!»
E avrei voluto anche fargli qualche domanda.
Ma insomma, che intenzioni aveva?
E la mamma dov’era?

La sua specialità? Mangiare tantissimo

 

Il piccolo tigrato mangiava di gusto, e anche parecchio.
Io, nel frattempo, pensavo tranquillamente che avremmo dovuto trovargli qualcuno che lo adottasse.
Poi ci accorgemmo che aveva le pulci.
E così iniziò l’operazione antipulci.
Era ancora troppo piccolo per poter usare dei farmaci, quindi comprai una spazzolina apposita e cominciai a togliergli le pulci una per una.
Gli davo da mangiare, gli toglievo le pulci e mi prendevo cura di lui.
E mentre facevo tutte queste cose, quasi senza accorgermene, quel piccolo tigrato aveva cominciato a vivere con noi come se fosse sempre stato lì.
Era un maschietto, tra l’altro.
All’inizio era grande più o meno come un fagiolino, ma in poco tempo si fece bello robusto, con zampe forti e il pelo lucido.Aveva già un’aria decisamente importante.
E poi fece amicizia anche con i gatti che vivevano già con noi.
Giocavano insieme, correvano per casa e facevano persino la lotta.
A questo punto era difficile non pensare che fosse tutto merito del papà tigrato.
Aveva davvero un piano.
Noi, senza rendercene conto, avevamo seguito esattamente le sue istruzioni.Anzi, a pensarci bene, sembrava quasi che ci avesse fatti ballare tutti sulla sua zampetta.

E la sua mamma?

Qualche tempo dopo scoprimmo che la mamma viveva nei dintorni ed era una gatta randagia.
Insieme alle persone della zona e ai veterinari, ci siamo quindi organizzati per catturarla e farla sterilizzare.
In Italia esiste un sistema che permette di sterilizzare gratuitamente i gatti randagi. Dopo l’intervento, vengono riportati nel loro ambiente e continuano a essere seguiti dalle persone che vivono nella zona.
È anche grazie ai vicini e ai veterinari che ho potuto conoscere meglio questo modo di prendersi cura dei gatti del territorio.
E questa storia è nata anche per ringraziare tutte quelle persone e quella rete di aiuto.

E oggi Mameo?

Oggi Mameo è cresciuto, ma alcune cose non sono cambiate: continua ad avere un ottimo appetito e quella coda così particolare.
È proprio grazie alla forma della coda che abbiamo capito che la gatta che viveva nei dintorni era sua madre.
Quando lo guardo oggi, faccio fatica a pensare a quel piccolo tigrato che un giorno è comparso nel mio giardino.
Eppure è proprio da lì che è cominciato tutto.

Da quel giorno è nata una storia

Questa è la storia di Mameo, raccontata dalla sua autrice, Izumi Fujimoto.
Una storia nata da quel piccolo gatto tigrato arrivato un giorno nel suo giardino, cresciuto insieme agli altri gatti e diventato, quasi senza che se ne accorgesse, parte della sua famiglia.
Isumi ha voluto trasformare la storia di Mameo in un libro illustrato, per poterla raccontare anche ai bambini.
È così che è nato L’ospite Mameo, il primo libro illustrato per bambini di Shirokuro Edizioni.
Mameo oggi è un gatto grande, ma per Isumi resterà sempre quel piccolo tigrato arrivato un giorno in giardino insieme al suo papà.
Grazie per aver letto la sua storia.
E se vi va di conoscere Mameo  un po’ meglio, adesso potete incontrarlo anche tra le pagine di un libro.